Lo zeus di Ugento

Rinvenuta ad Ugento, la statua bronzea dello Zeus Stilita è senza dubbio uno dei principali capolavori artistici dell’arte magno-greca. Giaceva all’interno di una buca chiusa da un masso quadrangolare – che si capirà poi essere il capitello che in antico la sosteneva – quando, durante lo scavo per le fondamenta di una casa, gli operai […]

Rinvenuta ad Ugento, la statua bronzea dello Zeus Stilita è senza dubbio uno dei principali capolavori artistici dell’arte magno-greca.

Giaceva all’interno di una buca chiusa da un masso quadrangolare – che si capirà poi essere il capitello che in antico la sosteneva – quando, durante lo scavo per le fondamenta di una casa, gli operai la riportano alla luce nel dicembre del 1961.
Realizzata alla fine del VI secolo a.C. con il metodo della fusione a cera persa, è una delle pochissime statue in bronzo giunte fino a noi.
Nei suoi 74 centimetri di altezza raccoglie l’atteggiamento fiero e sereno del dio che, stringendo il fulmine nella mano destra e l’aquila nella sinistra, si presenta dall’alto di una colonna ai suoi fedeli, coronato di alloro e di rosette.
La leggera torsione del busto, l’estrema attenzione ad ogni particolare, fanno apparire l’opera eccezionale, da qualsiasi punto ci si fermi ad ammirarla.
Il pezzo, di valore e importanza inestimabili, costituisce l’esempio massimo dei contatti e degli scambi culturali che la civiltà Messapica, di cui Ugento costituiva uno dei centri dominanti, intratteneva con la città di Taranto: unica colonia magno-greca fondata in Puglia.